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“Tutte le persone che ho avuto l’onore di incontrare hanno lasciato una traccia indelebile nel mio cuore!”. Annaclara ha scelto un progetto molto impegnativo “Informa-Cancro”. Un progetto che le ha lasciato, ricordi, riconoscenza, amicizie e tanti affetti e storie che non si possono dimenticare. (Marco Di Maro)

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Annachiara Troianiello. "Era l’anno 2009, mi ero da poco laureata in Psicologia e stavo svolgendo il mio tirocinio post-laurea presso l’unità di psicologia di un’ azienda ospedaliera. Avvertivo però un senso di incompletezza, come se ad un tratto tutto ciò per cui avevo tanto sudato sino ad allora (la laurea, l’affermarmi nel mondo del lavoro) non mi bastasse più. Era da tempo ormai che sentivo crescere dentro di me il desiderio di fare un’esperienza di vita, oltre che lavorativa, che mi permettesse di entrare in contatto con l’altro, con la sua sofferenza, ma anche con la sua forza. Ed è stato così che, spinta da questo desiderio, mi sono imbattuta nel Servizio Civile Nazionale, un’esperienza di volontariato della durata di un anno, durante la quale ci si impegna per il bene degli altri, ma che rappresenta anche un’importante occasione di crescita personale".

“Informa-Cancro”. "Così cominciai a familiarizzare con i vari progetti di servizio civile presenti nella mia città, erano davvero tanti, un’amica mi suggerì di cercare nel sito di Amesci, lo feci e la mia attenzione fu subito catturata dal progetto “Informa-cancro”, che prevedeva delle attività che sentivo risuonare positivamente con la mia formazione universitaria ma anche con la mia struttura caratteriale, dedita all’ascolto e all’attenzione verso l’altro".

Il mio viaggio nel reparto di oncologia. "È così che, insieme ad altre due colleghe, ho intrapreso questo “viaggio” nel Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare Clinica (dell’AOU Policlinico “Federico II”), viaggio che mi ha fatto accedere, dopo un iniziale periodo di formazione, in quella che rappresenta la quotidianità per chi è affetto da una patologia oncologica e per i loro familiari, oltre che per i medici oncologi e gli infermieri. Il nostro compito era essenzialmente quello di garantire accoglienza ai pazienti che si rivolgevano alla struttura, fornire informazioni utili, contenere eventuali ansie che insorgevano in seguito alla comunicazione della diagnosi di malattia. Un po’ alla volta le persone hanno imparato a fidarsi di noi, siamo diventati dei volti amici in una struttura sconosciuta e a volte alienante (così viene percepita una struttura ospedaliera per chi ogni giorno combatte una dura battaglia per la vita) e ci siamo resi conto che a volte basta anche solo un sorriso, un “come sta?” per alleviare, seppur momentaneamente, la sofferenza … a volte basta semplicemente esserci!!! Ho conosciuto tante persone, alcune mi sono rimaste nel cuore, qualcuno purtroppo non c’è più. Nonostante tutte le difficoltà, posso dire che si è trattato di un piacevole viaggio, che mi ha fatto scoprire tratti di me che ancora non conoscevo, che mi ha permesso di “risignificare” la mia vita alla luce di una nuova scala di valori."

Oggi. "Attualmente ho 27 anni e lavoro come operatrice presso un’azienda nel settore della telefonia. Il mio prossimo obiettivo è specializzarmi in psicoterapia e chissà che un giorno non mi ritrovi nuovamente a lavorare in un ospedale, magari proprio in un reparto di oncologia".

I ricordi. "Sicuramente mi è rimasta nel cuore Clara e il suo adorato Elio che purtroppo non ce l’ha fatta; il signor Antonio e la signora Liliana che, nonostante abbiano 80 anni, ancora si tengono per mano quando entrano in ambulatorio; Francesco che, dopo aver perso tragicamente due figli, si ritrova a combattere con la malattia della moglie; Paola, che non conosce cosa sia l’amore …. Potrei continuare ancora ma concludo dicendo che tutte le persone che ho avuto l’onore di incontrare hanno lasciato una traccia indelebile nel mio cuore!"

L’importanza della formazione. "La formazione è stata molto interessante, in particolar modo la formazione generale, che ha rappresentato per me un importante momento di confronto e di crescita. Ho avuto la fortuna di conoscere tanti ragazzi e ragazze che come me hanno voluto dedicare un anno della loro vita a chi sta attraversando un momento difficile e, credetemi, siamo davvero tanti. Ci siamo confrontati con una naturale leggerezza su temi anche molto delicati, come il concetto di legalità, di cittadinanza attiva, di patria. Ognuno si è sentito libero di esprimere il proprio parere, riuscendo allo stesso tempo ad accogliere il pensiero dell’altro, merito anche di Gaia, la nostra formatrice, il cui sguardo, sempre attento ed emozionato, sembrava dirti ogni giorno “Tu vali… tu sei speciale!”." 

I colleghi volontari ora amici cari. "A questo punto non posso non menzionare le mie colleghe, ormai amiche, Maria Rosaria e Veronica, fedeli compagne di progetto... a loro va un sincero grazie, perché hanno contribuito a dare ancora più senso a questa esperienza già di per sé forte, sono state un valido appoggio nei tanti momenti di difficoltà che ho incontrato nel corso di questo anno.

Sono sicura che continueranno ad essere presenti nella mia vita".



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