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Ambulatori allestiti da Emergency in giro per le campagne ad alta presenza di migranti. Molti i volontari che dedicano una parte delle loro ferie a questa attività. Intervista ad Andrea Bellardinelli. (Ornella Esposito)

emergency_1 Con l’arrivo dell’estate le campagne, soprattutto a sud dello Stivale, si popolano di migranti per la raccolta dei pomodori e per altre attività agricole stagionali. Emergency ha allestito due ambulatori mobili, di cui uno nel foggiano, per offrire gratuitamente assistenza medica a persone che, quasi sempre, vivono e lavorano in condizioni estremamente precarie. ServizioCivileMagazine ne parla con Andrea Bellardinelli, coordinatore del Programma Italia di Emergency.

Ci spiega brevemente il progetto?
Il progetto degli ambulatori mobili rientra nel Programma Italia di Emergency che prevede ambulatori stabili di medicina di base e visite specialistiche e mobili. Nei polibus, attivati già lo scorso anno, facciamo solo medicina di base: ci sono due ambulatori, uno in testa e l’altro in coda all’autobus lungo circa 12 metri, una sala per la mediazione, una sala d’aspetto, un bagno, insomma un’unità indipendente.
Molto importante è l’opera di mediazione culturale, di orientamento ed accompagnamento verso i servizi socio-sanitari, perché l’idea è quella di garantire il diritto alle cure a tutti, ma non sostituirsi alle istituzioni, bensì integrarle.

Quanti immigrati avete assistito finora?
Dallo scorso anno al Giugno di questo, abbiamo visitato in totale 4.958 persone. Siamo riusciti a garantire l’accesso immediato alle cure, ed abbiamo anche svolto una funzione di filtro per il pronto soccorso cui si sarebbero rivolti i pazienti da noi visitati.

emergency_2Ovviamente i vostri orari, sono diversi da quelli classici istituzionali.
Noi lavoriamo dalle 16.00 alle 22 circa, cosi da consentire ai migranti di ricevere le cure dopo il lavoro. Andiamo nelle campagne dove vivono, e dalle quali è difficile che riescano a muoversi per la scarsità di mezzi di trasporto pubblici . Il nostro lavoro si svolge anche di mattina, per accompagnare le persone presso gli uffici, i servizi socio-sanitari.

Quante persone lavorano sui polibus?
Abbiamo degli operatori fissi stipendiati che sono i mediatori, gli infermieri ed il coordinatore. Il resto degli operatori offre la propria professionalità gratuitamente, persone che dedicano una parte delle loro ferie estive al progetto dei polibus, e siamo loro molto grati.

Quali sono le problematiche sanitarie che maggiormente rilevate?
Sono quelle determinate dalle condizioni igienico-abitative e alle condizioni di lavoro: dolori muscolo-scheletrici, ulcere da stress, dermatiti da esposizione da fitofarmaci. Sono le malattie della miseria, e delle condizioni di vita non accettabili.

Che cosa vi raccontano i migranti delle loro condizioni di vita e di lavoro?
Queste si vedono dalle problematiche sanitarie. Noi poi andiamo nelle zone dove vivono i migranti, e vediamo con i nostri occhi le condizioni in cui versano. Infatti, facciamo anche pressione verso le istituzioni affinché rendano più vivibili i luoghi in cui dimorano queste persone (per es: lo scorso anno è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra la Regione Puglia e l'Acquedotto SPA per portare acqua potabile).

Le Istituzioni. Quanto sono sensibili alle istanze da voi portare?
C’è una certa sensibilità delle istituzioni, in particolare al sud. In linea di massima dovunque siamo stati, abbiamo trovato persone che ci credono nonostante la burocrazia e le mille difficoltà quotidiane.

Per ulteriori info: www.emergency.it

Per offrire il proprio aiuto, si può scrivere a:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .


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