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Editoriali

(di Enrico Maria Borrelli)

enrico_maria_borrelliDa quando nel 2001 è stato istituito il Servizio Civile Nazionale, prima affiancando poi sostituendo con i volontari i giovani impegnati nell’obbligo di leva, si è aperto un intenso dibattito sulla centralità di questo Istituto nelle politiche di partecipazione, educazione e formazione delle nuove generazioni. Nato come strumento di difesa della Patria, di cui conserva ancora pienamente lo spirito, il servizio civile è presto diventato luogo di impegno e formazione dei giovani, coinvolgendo in questi anni oltre 270 mila volontari. Di questi il 68% ha un diploma ed il 25% la laurea, a testimoniare un grado di istruzione medio-alto tra coloro che lo svolgono e la percezione che tra i giovani l’esperienza è vista come un’occasione di apprendimento da integrare con i tradizionali percorsi di istruzione e formazione. Al termine dell’esperienza, dentro le stesse organizzazioni presso le quali hanno svolto servizio civile, molti giovani restano come volontari e altri trovano opportunità di lavoro.

(di Enrico Maria Borrelli)

enrico_maria_borrelliLa Corte Costituzionale, in una sentenza del 2008 relativa al Servizio Civile Nazionale, ha affermato che il dovere di difendere la Patria deve esser letto alla luce del principio di solidarietà di cui all’art.2 della Costituzione, accogliendo così un’accezione assai ampia del concetto di difesa della Patria.

 

(di Enrico Tomaselli)

guggenheim-bilbaoIn questo scorcio d’inizio secolo, pur nel quadro di una profonda crisi economica che attraversa l’Occidente,Napoli sembra essere la più greca tra le grandi città d’Italia. É qui che si manifesta in modo più drammatico la crisi, per un cumulo di ragioni storiche e congiunturali, a cui la rivoluzione arancione ha paradossalmente aggiunto criticità, divenendo elemento ulteriore del problema invece di aprire la strada ad una soluzione possibile.

(di Francesco Enrico Gentile)

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“Noi siamo i giovani, l’esercito del Surf” cantava nel lontano 1964 Catherine Spaak. Un simpatico jingle, non c’è che dire che rischia di restare l’unico segno del passaggio delle giovani generazioni in Italia.

Nell’imminenza delle Elezioni politiche, previste per il 24 e il 25 febbraio 2013, il tema del futuro delle giovani generazioni ritorna prepotentemente al centro del dibattito politico-elettorale.

Peccato che i giovani italiani rischino di passare, ancora una volta, a “surfare” tra contratti precari, capestro, tra scuole cadenti e Università sempre più care.

(di Enrico Maria Borrelli)

enrico_maria_borrelliOggi ricorrono i 40 anni della legge 772 e anche il nostro giornale vuole  rendere omaggio all’impegno che tutti gli obiettori di coscienza hanno profuso per il nostro Paese e per i nostri diritti. Correva l’anno 1972. Era il 15 dicembre. Il Parlamento italiano approvava la legge n. 772 sull’obiezione di coscienza al servizio militare, in cui si riconosceva ai giovani la facoltà di optare per un servizio sostitutivo civile. Tuttavia questo riconoscimento portava con sé il limite di assumere il rango di mero “beneficio”: “Gli obbligati alla leva che dichiarano di essere contrari in ogni circostanza all'uso personale delle armi per imprescindibili motivi di coscienza possono essere ammessi a soddisfare l'obbligo del servizio militare nei modi previsti dalla presente legge”.

(di Alessandro Sansoni)

Alessandro_SansoniTalvolta la situazione precipita a tal punto che non è più possibile usare frasi di circostanza ed aggrapparsi alla retorica, anche appassionata. Bisogna parlare brutalmente, con rabbia, fuori dai denti, dicendo pane al pane e vino al vino.

E’ il caso dell’ennesimo omicidio di camorra avvenuto stamattina a Napoli, che ha visto soccombere sotto i colpi di due killer il cinquantenne Luigi Lucenti, legato alla fazione degli scissionisti.

(di Enrico Maria Borrelli

enrico_maria_borrelliNella XIV° Assemblea nazionale di Arci Servizio Civile, tenutasi oggi a Roma al centro Congressi Cavour, si è discusso di temi vecchi, e cari a questo mondo, e di nuove prospettive per il servizio civile in un momento di grandi difficoltà.

La crisi economica, politica e sociale ha invaso fortemente ogni settore del nostro Paese, ogni politica del Governo nazionale e delle amministrazioni locali, ha messo sicuramente in ginocchio le politiche considerate meno “urgenti”, secondo criteri più immediatamente ragionieristici e meno raffinati sul piano delle teorie sociali ed economiche. In due parole secondo criteri “meno politici”.

(di Alessandro Sansoni)

Alessandro_SansoniCertamente bisogna stare attenti ai cattivi maestri. I duri scontri che hanno caratterizzato le manifestazioni di ieri in varie città d’Italia e soprattutto quella tenutasi nella capitale, non solo sono da condannare, ma nuocciono alle ragioni dei manifestanti.

Inquieta pertanto che nel suo blog Grillo abbia, ieri pomeriggio, invitato i poliziotti a non manganellare chi scende in piazza, visto che non fanno altrettanto con i politici corrotti o i finanzieri spregiudicati. E’ un ragionamento pericoloso, che soffia sul fuoco dell’esasperazione col rischio di generare mostri dai risvolti tragici e ricorda i pessimi argomenti che oltre trent’anni fa utilizzava Toni Negri e che produssero storie di disperazione e di violenza, che coinvolsero soprattutto le giovani generazioni di allora.

 

(Andrea Pignataro)


andrea_pignataroSono di questi giorni i rumors sulla possibile “chiusura” del programma Erasmus a causa di restrizioni sul bilancio dell’UE.

Ha lanciato il grido d’allarme il francese Alain Lamassoure, Presidente della Commissione per i bilanci del Parlamento europeo: "Il Fondo sociale europeo è insolvente dall'inizio del mese e non può più effettuare ulteriori pagamenti agli Stati. La prossima settimana sarà la volta del programma Erasmus per gli studenti e, alla fine del mese, il programma per la ricerca e l’innovazione non avrà più soldi. "

di Andrea Pignataro

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di Ornella Esposito

ornella_esposito

di Andrea Pignataro

andrea_pignataroIn questi giorni l’assemblea del Senato sta votando il disegno di legge 3249, relativo alla “riforma del mercato del lavoro  in una prospettiva di crescita” che, come recita l’articolo 1 del testo, deve essere “sociale ed economica”, anche attraverso ( dice il comma d) il “rafforzamento dell’occupabilità” delle persone.

di Andrea Pignataro

andrea_pignataroAd ogni scadenza elettorale, si rinnovano gli appelli rivolti ai giovani per sollecitarne il voto, per caldeggiare la loro partecipazione al rito principe della democrazia rappresentativa.

In realtà, proviamo a chiederci: perché i giovani dovrebbero partecipare?

La risposta a questa domanda è, a mio avviso, complessa e relativamente incerta.

Complessa, perché la questione del voto si inserisce come un rivolo nel grande fiume dei fenomeni relativi al binomio mondo dei giovani/società globale, tipo le difficoltà socio-economiche in crescita ininterrotta o l’individualizzazione dei percorsi verso l’età adulta. Una complessità che testimonia un rimescolio delle regole sociali alla base della convivenza intergenerazionale.

di Valentina Marchioni

 fotoPoco più di un anno fa, in una Bruxelles a proprio agio in un ordinatissimo sciopero generale, più di seicento rappresentanti del mondo della cultura sedevano al tavolo con le Istituzioni europee per discutere dei concreti sviluppi del settore artistico-culturale e dei programmi europei dedicati a musica, arte scenica, danza, video installazione, fotografia, pittura e letteratura, in una parola cultura, nelle sue molteplici declinazioni. Questo era Culture in Motion 2011. 

di Enrico Maria Borrelli

enrico_maria_borrelliL’Italia, fuori dalle aule di un parlamento apparentemente unito in una inedita maggioranza, è divisa tra i sostenitori e gli oppositori del governo Monti. Non v’è dubbio che le competenze messe in campo dal premier siano di alto profilo, come non v’è dubbio che, condivisibili o meno, questo Governo stia facendo scelte strutturali per il nostro Paese. Se da un lato, però, assistiamo dopo molti anni ad una gestione pubblica con chiari obiettivi di efficienza economica, dall’altro non possiamo non notare come manchi al governo Monti una sensibilità culturale e politica tale da guardare con la necessaria attenzione al terzo settore.

di Enrico Maria Borrelli

1abc

La matematica, si sa, non è un’opinione. Così il perseverare di una politica della sottrazione ha portato il saldo del servizio civile praticamente a zero. E a pagarne le spese non sono e non saranno soltanto i giovani, privati ancora una volta di un’opportunità.

di Andrea Pignataro

pignataro_andrea

Qualche considerazione a pochi giorni dalla fine dell’anno europeo dedicato al volontariato.

di Enrico Maria Borrelli.

enrico_maria_borrelliL’avvento del nuovo Governo tecnico alla guida del Paese non ha offerto, per il momento, motivi di speranza alle migliaia di giovani, di organizzazioni e di enti locali che si stanno battendo per evitare i tagli al Fondo Nazionale per il Servizio Civile e, conseguentemente, il collasso dell’intero sistema.

di Enrico Maria Borrelli

enrico_maria_borrelli

Da quando il servizio civile non è più il luogo dei renitenti alla leva e degli obiettori di coscienza, tutte le parti politiche gli ammiccano con simpatia. Come a dire: finalmente un servizio civile sgombero da quelle ideologie superate quali il pacifismo, le battaglie per il disarmo e la contrarietà all’uso delle armi per la risoluzione dei conflitti!

di Pier Francesco Bello e Anna Laudati.

laudati_belloIn Europa soffia il vento dell’ultradestra e la strage di Oslo ne è un terribile segnale. Un richiamo ideologico-politico che mira alla distruzione di ciò che è diverso? Fino ad una settimana fa la Norvegia era considerata una delle nazioni più tranquille e prospere d’Europa, dove mai si sarebbe ipotizzato ciò che poi è successo: la capitale Oslo sventrata nel suo cuore da una potente bomba e una strage calcolata e voluta fino all’ultimo ragazzo sull’isola di Utoya. L’autore di tutto questo è quello che fino a pochi giorni fa era un apparente e normalissimo ragazzo di 32 anni, Anders Breivik; ma solo apparente.

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Editoriale

Martedi, 21 Mag 2013

Servizio Civile Nazionale: a chi conviene

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(di Enrico Maria Borrelli) Da quando nel 2001 è stato istituito il Servizio Civile Nazionale, prima affiancando poi sostituendo con i volontari i giovani impegnati nell’obbligo di leva, si è aperto un intenso dibattito sulla centralità di questo Istituto nelle politiche di partecipazione, educazione e formazione delle nuove generazioni. Nato come strumento di difesa della Patria, di cui conserva ancora pienamente lo spirito, il servizio civile è presto diventato luogo di impegno e formazione dei giovani, coinvolgendo in questi anni oltre 270 mila volontari. Di questi il 68% ha un diploma ed il 25% la laurea, a testimoniare un grado di istruzione medio-alto tra coloro che lo svolgono e la percezione che tra i giovani l’esperienza è vista come un’occasione di apprendimento da integrare con i tradizionali percorsi di istruzione e formazione. Al termine dell’esperienza, dentro le stesse organizzazioni presso le quali hanno svolto servizio civile, molti giovani restano come volontari e altri trovano opportunità di lavoro. Leggi tutto

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