La Valle d'Aosta vara la legge sul servizio civile regionale

di Anna Laudati

logo_definitivo2499g.jpgAnche la Valle d’Aosta, dopo Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana e Veneto, ha istituito sul proprio territorio il servizio civile regionale . Il disegno di legge che disciplina questa opportunità per i giovani e che, nello stesso tempo dà attuazione al sul territorio valdostano al servizio civile nazionale, è stato votato all’unanimità dal Consiglio regionale ieri mercoledì 7 novembre.

“Con questo provvedimento - ha spiegato André Lanièce, relatore in aula del disegno di legge - andiamo a definire proprio gli ambiti e le modalità in cui si concretizza in Valle l'impegno volontario dei nostri giovani. La Regione istituisce quindi un servizio civile regionale, con caratteristiche proprie, finalizzato alla diffusione nella società valdostana dei principi di libertà, responsabilità e solidarietà che ne costituiscono il fondamento" .


Sono numerose le novità che riguardano il servizio civile regionale e che lo differenziano dalle attività di "difesa civile” di prerogativa statale. A partire dai destinatari. Potranno svolgere il servizio civile regionale i giovani dai 18 ai 30 anni, limite elevato ai 35 per i diversamente abili. I partecipanti dovranno essere residenti o domiciliati, per motivi di studio e di lavoro, in Valle d’Aosta per cui potranno accedere a questa opportunità anche i giovani immigrati non ancora cittadini italiani.

Ai volontari saranno riconosciuti alcuni benefici tra cui un assegno mensile di natura non retributiva (il cui importo non è stato ancora fissato), il riconoscimento di crediti formativi universitari, alcune facilitazioni per l’accesso al mondo del lavoro e agevolazioni nella fruizione di servizi.

Per il Presidente della Regione, Luciano Caveri , si tratta di "una legge originale e innovativa. È una valida opportunità per i giovani" mentre dai banchi dell’opposizione la consigliera Dina Squarzino ha posto l’attenzione sul rischio “che si pensi a questo servizio come "tappabuchi" là dove il servizio pubblico o privato non riesce a rispondere alle esigenze degli utenti per cui bisogna fare un grande lavoro di cultura sul servizio civile."

Anche dal terzo settore si esprime soddisfazione. Luigino Vallet, vicepresidente del Centro di Servizio per il Volontariato , ha sottolineato come “l’approvazione, all’unanimità,di questo provvedimento ci ripaga degli sforzi fatti in tutti questi anni per arrivare anche in Valle d’Aosta ad una legge sul servizio civile. In questo senso ribadiamo il nostro impegno e la nostra disponibilità a promuovere questa opportunità per i giovani nella e a favore comunità”.

Piùpress - Nathalie Grange