Mini-naja e giovani volontari a confronto

di Anna Laudati
In occasione della Festa della Repubblica del 2 Giugno scorso il Ministero della Difesa, Ignazio La Russa, lancia la proposta di una mini-naja: ritorno al servizio di leva o semplice stage estivo da trascorrere fra gli alpini? (di Bruna Caiazzo) 

la_russa._libero.it.jpg“Dopo la fine del servizio di leva si è avuto un effetto collaterale negativo: non c’è stato più nessun tipo di contatto tra le giovani generazioni e i valori che provengono dalle forze armate; inoltre le associazioni d’Arma non hanno ricevuto più la linfa che proveniva da chi svolgeva il servizio militare. Così ho pensato ad un provvedimento che istituisse degli stages di un mese seguiti anche da specifice lezioni-guida”.

Questa è stata la considerazione fatta da La Russa, a seguito della quale ne è uscito fuori una sorta di piccolo servizio di leva volontario in cui utilizzando la formula della formazione-lavoro, accompagnata da attività atletico-militari e corsi di educazione civica, i ragazzi potranno meglio conoscere quelli che sono i diritti e doveri di ogni cittadino ma soprattutto rafforzare il sentimento di amor di patria. Il tutto, avrà la durata di uno o due mesi e riguarderà in particolare il gruppo degli alpini e dei paracadutisti.La scelta di voler iniziare proprio dagli alpini ha due ragioni: l’Ana è l’associazione più grande e più strutturata  dal punto di vista militare, in secondo luogo è quella che ha il legame più forte con il territorio. Si tratta di un vero e proprio periodo di arruolamento nelle truppe le quali verranno seguite nelle loro missioni, ovunque siano, dai ghiacciai alle paludi (come recitava uno striscione al ritrovo nazionale di domenica). I giovani saranno introdotti alla disciplina, alla dedizione e all’esercizio fisico, infine faranno il giuramento;  un giuramento che non è da vedersi come un atto formale, anzi come un atto di “pura sostanza”.I requisisti per accedervi? Uno solo: la scuola dell’obbligo. Per il resto la voglia di intrapendere un’ esperienza nuova, sicuramente diversa dalla solita vacanza estiva fatta di assoluto divertimento. I giovani arruolati saranno soldati della pace, torneranno a casa con una formazione specifica al rispetto e alla difesa dei valori costituzionali del nostro paese. Al termine di questo periodo potranno magari continuare la missione offrendo il proprio tempo e la propria preparazione agli altri.  Insomma, una grande opera di volontariato che potrebbe ben legarsi a quella che da anni cercano di perseguire le associazioni di Servizio Civile in Italia.