#ProtagonismoGiovanile

E' rimasto da solo Pino Masciari, l'imprenditore della legalità

Pino Masciari uno dei pochi imprenditori calabresi che hanno avuto il coraggio di denunciare il “ pizzo “. Da 11 anni è sotto uno speciale programma di protezione, ma solo dal 2004 gli viene revocato questo status e da allora Pino gira l'Italia per parlare della sua scelta e per invocare ad alta voce il diritto di essere difesi (di Sebastian Zappulla)

pino-masciari.jpgGiuseppe Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a sua moglie (medico odontoiatra) e ai loro due bambini. Pino ha denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica. La criminalità organizzata ha distrutto le sue imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operava.

#Cultura

C'era una volta Woodstock. Musica di parole per la pace

Nell’agosto del ’69 oltre 500mila giovani americani si radunarono nella località di Bethel per partecipare a Woodstock. Agosto 2009, in occasione del quarantesimo anniversario le stesse testate, che allora seguirono la kermesse musicale, hanno riprodotto l’atmosfera woodstockiana di quell’evento musicale che scrisse una pagina importante della storia degli anni Sessanta per i messaggi di pace e di non violenza (di Alessandra Alfonsi)

woodstockcorbis.jpgDal 15 al 18 agosto 1969 presso la località rurale di Bethel, a sud-ovest di Woodstock, nello Stato di New York, oltre 500mila ragazzi si radunarono per assistere ai tre giorni musicali dei più importanti artisti internazionali da Joan Baez a Jimi Hendrix. Un concerto che fu anche il capostipite di tutti i grandi raduni musicali. Questo evento musicale, che aveva riunito sul palco i grandi artisti impegnati nel diffondere i messaggi di pace e di amore, proprio durante la fase più drammatica della guerra in Vietnman e delle proteste dei giovani universitari, si trasformò sin da subito un evento socio-culturale, che entrò a far parte della cultura non solo hippy, ma anche di quella giovanile mondiale.

#Cultura

Al MADRE arte e musica a 33 giri

Napoli. Musica ed arte in perfetta simbiosi nelle esperienze sonore ed artistiche che hanno fatto la storia del rock. “Cover. L’arte a 33 giri” al Museo d’Arte contemporanea MADRE fino al 7 settembre (di Ivana Vacca )

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Un puro oggetto vintage il vinile a 33 giri, corporeo vessillo di intere generazioni ridotto ora a mero prodotto di nicchia solo per pochi collezionisti e appassionati, oggi in mostra al Madre, Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina in tutta la sua compattezza, con la sua tipica sonorità calda e genuina e il suo immancabile fruscio. La mostra, nata da un’idea di Carmine D’Onofrio, e allestita dagli architetti Alex Zaske e Dolores Lettieri, mette a disposizione 333 LP, copertine da ammirare e musica da ascoltare in cuffia a proprio piacimento attraverso le varie postazioni disposte nella sala polifunzionale.

#ProtagonismoGiovanile

Antenne WYP in giro per il mondo

Una piazza virtuale dove condividere esperienze, riflessioni e suggerimenti su esperienze di studio, lavoro o volontariato all’estero. Chi fosse interessato a collaborare non ha che da contattare uno degli Uffici Informagiovani del Piemonte che aderiscono all’Iniziativa (di Andrea Sottero)

80giovani_logo_30xcento.jpgSi chiama il Giro del Mondo in 80 Giovani, ma probabilmente l’obiettivo di avere ben più di 80 giovani a raccontarsi cosa succede nel mondo e a scambiarsi suggerimenti su come cavarsela in ogni situazione. Il sito http://www.80giovani.it/ è la concretizzazione di un progetto rivolto ai giovani dai 16 ai 30 anni che per i motivi più svariati si ritrovano a studiare, lavorare, fare volontariato o comunque a vivere in prima persona l’esperienza di un soggiorno all’estero.

#Opportunità

Lavorare all'estero? Col programma Leonardo si può!

Daria Porretti, bresciana, è in Irlanda grazie a “Leonardo” e ci racconta come procede la sua esperienza (Gianfranco Mingione)

daria_porretti.jpgPer molti giovani recarsi all'estero per completare la propria formazione universitaria o lavorativa è impresa alquanto ardua. Due sono i motivi principali che solitamente impediscono ai giovani italiani, e non solo, di poter fare valigia, salutare parenti e amici e scappare all'estero: il costo della vita e lo scoglio linguisitico. L'Unione Europea ha attuato negli ultimi anni numerose strategie per favorire e incentivare la mobilità transnazionale dei giovani del vecchio continente. Proprio a tal fine è stato creato il programma settoriale Leonardo da Vinci.

#ProtagonismoGiovanile

No alcol. L'Italia dei divieti

Niente alcol per i minori di 16 anni e divieto assoluto di vendita e di somministrazione di alcolici su aree pubbliche …………. (di Giuseppina Ascione )

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E’ di circa due settimana fa l’ordinanza del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che vieta ai minori di 16 anni di consumare alcolici nei locali pubblici. La notizia, naturalmente, non è passata inosservata e da più parti si è sviluppato il confronto e, in alcuni casi, la polemica. Laddove la notizia sembra essere stata accolta di buon grado da esercenti e famiglie, dall’altro lascia delusi i giovani e, in qualche caso, anche gli amministratori. La normativa vieta ai commercianti di vendere alcolici ai minori di 16 anni e, quindi, di chiedere i documenti ogni qualvolta un giovane si presenti al bancone chiedendo una bevanda alcolica.

#ServizioCivile

Servizio Civile? Borrelli: "Tutto deve cambiare affinché nulla cambi"

Il Gattopardo e il Servizio Civile Nazionale (di Enrico Maria Borrelli)

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Mi dispiace dirlo, ma l’avevamo detto. “Storie di stragi, torture e sangue”, così apre l’articolo di Vita del 10 luglio 2009 indagando gli esiti del consueto, e sempre più triste, bando ordinario del Servizio Civile Nazionale. Ma cosa si aspettano ogni anno gli enti? Fiumi di progetti approvati e volontari come se piovesse? Per il bene di chi? Dei tanti bisogni che soddisfano sul territorio o per la rituale nenia dell’opportunità negata ai giovani? In Italia, si sa, le cose vanno sempre come vanno. I soldi non bastano mai, mentre le lamentele sono talmente tante che convertendole in euro rimpinguerebbero persino l’arido fondo del servizio civile. Mentre, sempre nello stesso articolo, sedicenti esperti si affannano a declamare i motivi del successo dei loro enti, migliaia di piccoli e grandi associazioni si scoprono vittime di un sistema intenzionalmente chiuso.

#ServizioCivile

Servizio Civile? Ieri, Oggi, Domani

Ne parliamo con Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile e della Consulta Nazionale, Mario Perrotti, Responsabile Nazionale Servizio Civile UNPLI, Carlo Pileri, Presidente Nazionale ADOC, Claudio Di Blasi, Presidente Associazione Mosaico, Antonio Altiero, Presidente Associazione ExpoItaly e Giuseppe De Stefano, Vice Presidente Misericordie ( di Francesco Enrico Gentile)

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Un mondo incontinuo, frenetico e talvolta confusionario cambiamento: così si presenta il sistema Servizio Civile a chi prova a darne una lettura alla luce degli ultimi avvenimenti, a partire dal bando nazionale pubblicato il 26 giugno. I numeri diminuiscono, le regole cambiano, gli enti protestano, i giovani sono in silenzio e nel frattempo sta per approdare in Consiglio dei Ministri il disegno di legge delega sulla riforma del Servizio Civile Nazionale fortemente voluta dal Sottosegretario Giovanardi. In questo quadro, confuso e incerto, gli enti di Servizio Civile provano a fare i conti con nuovi problemi, nuove esigenze di razionalizzazione delle risorse, e con riorganizzazioni interne talvolta complesse e non senza conseguenze. ServiziocivileMagazine ha provato, ascoltando alcuni degli Enti di prima classe, ad indagare un aspetto forse ignorato ma comunque presente: l'aspetto economico e finanziario del sistema. In tempi di riduzioni delle risorse, di diminuzione dei contingenti, e con davanti la prospettiva di un progressivo e radicale mutamento del sistema si pongono una serie di domande nuove. Su questi temi abbiamo raccolto le opinioni di Licio Palazzini, Mario Perrotti, Carlo Pileri, Claudio Di Blasi, Antonio Altiero e Giuseppe De Stefano.

#Cultura

Alla Biennale di Venezia 2009

La sede della Biennale d’Arte di quest’anno è stata l’intera città di Venezia. Visitiamola assieme ... ( di Ivana Vacca)

biennale_di_venezia.jpgVenezia, meta tra le mete, la più turistica città italiana ma soprattutto un’incredibile tavolozza di colori che si riflettono sulle acque lagunari. Oltre la cartolina e il suo grande passato, visibile attraverso i grandi battenti dei suoi palazzi, la Serenissima è contaminata ovunque dall’innovazione dei nuovi linguaggi artistici. La Biennale d’Arte dissemina i suoi “mondi”, tra chiese, palazzi, nuovi spazi dedicati all’arte e le tradizionali location de i Giardini e l’Arsenale. Settantasette le partecipazioni nazionali, trentotto gli eventi collaterali, più di novanta artisti da tutto il mondo, una sperimentazione creativa attraverso l’uso di tutte le forme possibili. Per provare ad orientarci tra le varie attrattive veneziane appare necessario focalizzare le partecipazioni più gustose.

#ProtagonismoGiovanile

Le interviste. Giornalisti non si nasce ma si diventa

Dai film alla letteratura, nei gialli e nei polizieschi, c’è sempre qualcuno che con fare discreto, indaga, scruta, ascolta e osserva e cerca di carpire come sono andati i fatti di un avvenimento. Quel qualcuno è il giornalista. Ce ne parla Lorenzo, professione giornalista (di Gianfranco Mingione)

giornali.jpgLui è Lorenzo Anzi, un giovane giornalista. Insieme a lui scopriamo cosa significa oggi fare informazione e come e se è possibile costruire un giornale che sia attento e radicato sul territorio. Lorenzo come è iniziata la tua avventura nel campo del giornalismo? Per caso. Diciannovenne, ero da poco iscritto a scienze della comunicazione. Insoddisfatto del percorso di studi e dell'organizzazione della facoltà, spulciavo spesso tra le miriadi di annunci presenti su internet. Sul sito dell'università trovai una testata online che selezionava praticanti. Mandai un curriculum la cui unica consistenza era la mia data di nascita, e un articolo di prova, dopodiché mi ritrovai dentro senza quasi rendermene conto.