Studenti partenopei. Reportage della Napoli "colta" occupata
Sono ormai alcune settimane che il movimento dei giovani universitari e studenti promuove iniziative e manifestazioni di protesta contro il DDL 133, meglio conosciuta come “Legge Gelmini”, e anche a Napoli si registrano le prime occupazioni (di Giuseppina Ascione)
Prima fra tutti “L’Orientale” che da oltre un mese è occupata dagli studenti. Ogni giorno centinaia di studenti si riversano nella sede centrale dell’ Ateneo per discutere, organizzare azioni di protesta, ma anche per vivere a pieno regime quello che sta diventando sempre più un movimento ben strutturato, con finalità e progetti. Il movimento iniziato a Palazzo Giusto si è poi esteso anche a Palazzo Corigliano, altra storica sede dell’ Ateneo, dove però si respira un’aria più culturale. Qui si svolgono laboratori autogestiti, mostre di fotografia e lezioni all’aperto nell’ antistante Piazza San Domenico.
“L’acqua è poca e o’baron non galleggia”, è l’ironico slogan che si legge entrando nella Facoltà di Sociologia della Federico II. Anche qui dal 29 ottobre è iniziata un’occupazione che poi si è mutata in assemblea permanente: “come ogni movimento, è fatto da momenti ascendenti e discendenti, – ci spiega Antonio – siamo rimasti per oltre una settimana a dormire tutte le notti in facoltà, ma ad un certo punto ci siamo resi conto che non serviva a molto, ma diventava solo un pericolo per noi, dal momento che la sede è ubicata a Forcella, così abbiamo deciso di costituire un assemblea permanente che rimarrà attiva in Facoltà fino alle 22.30 con Lunedì 3 novembre gli studenti di tutte le facoltà e dei licei in lotta di Napoli si sono riunite in aula dell’ Orientale dove si è fatto il punto della situazione e si è cercato di organizzare il corteo del 7 novembre. Un corteo allegro e festoso che si è concluso sotto la sede di Confidustria, che ha detta degli studenti rappresenta il simbolo della privatizzazione degli Atenei italiani.
Durante il dibattito uno studente dell’ Università
rivolta, nonostante il clima prevalentemente disinteressato che vi si respira. Da più parti i giovani che sono intervenuti al dibattito, hanno ribadito la necessità delle dimissioni della CRUI e di bloccare le elezioni degli studenti che si terranno alla Federico II tra il 2 e il 3 dicembre. Molte liste sono state già presentante, ma è intenzione dei giovani invitare il Rettore a rimandare l’evento, che al momento creerebbe solo altro malcontento tra gli studenti. I giovani sentono forte l’esigenza di uscire dagli Atenei, di continuare la protesta coinvolgendo anche altri attori della società civile, perché temono che il fatto che la legge sia stata “congelata” è solo un modo per “fregarci quando meno ce lo aspettiamo”, come ha detto qualcuno.
Durante l’Assemblea è intervenuto anche un ragazzo che studia all’ Università di Siena dove la protesta va avanti dai primi di ottobre: “L’università di Siena – dice – da un momento all’altro potrebbe essere commissaria, perché versa in una situazione finanziaria difficile e probabilmente sarà la prima Università – Fondazione d’Italia, se l’ “impero” Monte de’ Paschi deciderà di metterci le mani”.
Alla facoltà di Lettere e Filosofia della Federico II, occupata dallo scorso 29 ottobre, ogni giorno i ragazzi trasmettono da una radio in streaming, attraverso il sito www.radiodimassa.tk, tutti i momenti salienti e le iniziative di quella che definiscono “l’università degli studenti”. L’aria che si respira qui è alquanto “intellettuale” seminari, laboratori e dibattiti sui più disparati temi, dalla filosofia all’attualità, sono all’ordine del giorno e quotidianamente i ragazzi si organizzano per fare in modo che non cali l’attenzione su quello che sta prendendo sempre più le forme di un vero e proprio movimento.