Presentato Rapporto 2025 dell'Osservatorio Giovani e futuro

Per gli adolescenti è difficile pensare il futuro, "fare previsioni non dico di lungo periodo ma anche di medio periodo" sicchè pensano il proprio futuro di giorno in giorno. Lo ha detto il professore Daniele Marini, sociologo docente all'Università di Padova, presentando il Report 2025 dell'Osservatorio "Giovani e Futuro" dell'Engim, la fondazione della congregazione di San Giuseppe di don Murialdo, presentato nella Biblioteca del Senato, su iniziativa di Graziano Delrio. Il report è stato presentato dal Vice Presidente della CEI, Mons. Erio Castellucci, dal Presidente di Fondazione ENGIM, Antonio Teodoro Lucente, dal Direttore nazionale di Fondazione ENGIM, Marco Muzzarelli.
Il report 2025, ha spiegato Marini, è stato realizzato attraverso interviste a ragazzi che frequentano le scuole professionali, quindi adolescenti "un campione che non si prende nelle ricerche tradizionali" che riguardano i Giovani tra i 18 e i 24 anno. Il report ha come titolo "Il futuro è oggi" perché "dalle risposte si nota chiaramente l'impossibilità di fare previsioni non dico di lungo periodo ma anche di medio periodo.
Noi abbiamo vissuto una epoca in cui la stabilità era la normalità, le crisi congiunturali avvenivano ogni 10 anni. Dal 2000 in poi, dalle Torri gemelle in poi ci sono stati una serie di eventi che hanno reso la normalità non piu possibile, il cambiamento è la nostra normalità. E i Giovani hanno assunto questo, l'unica certezza è l'incertezza, in loro c'è uno spirito adattivo e il futuro diventa l'oggi". "Se domandiamo cosa pensi della tua pensione, per loro è una formula arcaica. Il futuro è schiacciato sull'oggi, il futuro si costruisce giorno per giorno, piccoli passi di una progettualità quotidiana in un contesto che cambia in continuazione".
Dal report emerge anche una scarsa gerarchizzazione dei valori, che ci sono (famiglia, salute, amicizie, lavoro, ecc) ma a ciascuno dei quali viene dato un peso simili all'altro, mentre prima c'erano scarti più rilevanti tra un valore e l'altro (la famiglia è stabile al primo posto). "Il Covid - ha detto Marini - ci ha dato palpabilmente la possibilità di vivere in modo diverso: abbiamo lavorato, studiato e insegnato da casa, un'altra vita si è resa possibile, ci ha dato un'organizzazione della vita diversa. Di fronte a una offerta di lavoro lo stipendio non è più il primo punto, cercano di combinare i diversi aspetti: questo comporta che c'è un rovesciamento di potere sul mercato".
Per quanto poi riguarda il digitale, esso ha dato agli adolescenti "uno schema cognitivo diverso dal nostro. Per le Giovani generazioni gli strumenti digitali sono la nuova mappa con cui guardano il mondo". Tuttavia "non c'è ancora una educazione a usarli per studiare, la maggior parte del tempo passato su di esso è per il loisir". Questo significa che il divieto di portare i cellulari in classe voluto dal ministro Valditara "non è la soluzione. Bisogna insegnare ai Giovani a usare questi strumenti per imparare: è un tema su cui riflettere".