Il Servizio Civile come scuola di sostenibilità: dal mare una visione di futuro

di Redazione
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«Educare i giovani alla Blu Economy attraverso il Servizio Civile significa investire sul futuro del Paese». È questo il filo conduttore della riflessione di Enrico Maria Borrelli, Presidente della che esplora il rapporto tra giovani, mare e sviluppo sostenibile sulle pagine della rivista ‘Blu’. Nel suo contributo, Borrelli richiama con forza il valore del Servizio Civile come strumento pubblico capace di andare oltre la dimensione dell’impegno temporaneo, per diventare un vero percorso educativo e di cittadinanza attiva. In un contesto globale segnato da conflitti, disuguaglianze e crisi sistemiche, la tutela dell’ambiente – e in particolare degli ecosistemi marini – non può più essere considerata un tema marginale. Come sottolinea il Presidente, «la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi marini non è un tema accessorio, ma una questione di responsabilità globale».

Il mare, protagonista centrale della riflessione proposta su Blu, diventa così simbolo e spazio concreto di educazione allo sviluppo sostenibile. In un Paese come l’Italia, in cui il mare rappresenta storia, cultura e geografia, parlare di Blu Economy significa interrogarsi sul modello di sviluppo che vogliamo costruire e sul ruolo che le giovani generazioni sono chiamate a svolgere in questo processo.

In questo scenario, il Servizio Civile Universale emerge come uno degli strumenti più efficaci per trasformare i principi della sostenibilità in pratiche quotidiane condivise. Attraverso i progetti promossi dalla Fondazione Amesci, anche in collaborazione con organizzazioni come Marevivo, i giovani diventano protagonisti di azioni concrete: dalla salvaguardia degli ambienti costieri al monitoraggio degli ecosistemi marini, fino alle attività di sensibilizzazione nelle scuole e nei territori.

Come evidenziato nell’articolo, lo sviluppo sostenibile non può essere imposto dall’alto, ma deve essere costruito dal basso, attraverso percorsi di partecipazione attiva e di apprendimento sul campo. Il Servizio Civile, in questa prospettiva, si configura come un laboratorio di futuro, in cui il mare diventa una palestra di cittadinanza e la sostenibilità una pratica vissuta, condivisa e concreta.

In un tempo in cui, come osserva Borrelli, in diversi contesti internazionali si assiste a un arretramento delle politiche ambientali, investire sui giovani, sul mare e sul Servizio Civile significa compiere una scelta chiara: credere che lo sviluppo sostenibile non sia un’utopia ideologica, ma una necessità concreta, e che il futuro si costruisca solo assumendosi oggi la responsabilità di proteggerlo.