Il Servizio Civile Agricolo come investimento sul futuro: dall’evento di Cia e Inac una visione condivisa

di Katia Tulipano

SCM AGRI

Rendere strutturale il Servizio Civile Agricolo e inserirlo stabilmente nella programmazione del Servizio Civile Universale. È questa l’indicazione emersa dall’evento “Giovani, valori e agricoltura”, promosso da Cia-Agricoltori Italiani e Inac-Cia a Roma, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Il confronto tra istituzioni, rappresentanze agricole ed enti del Servizio Civile ha delineato un orientamento condiviso: la misura tematica dedicata all’agricoltura può consolidarsi come ambito stabile del Servizio Civile Universale, a condizione che mantenga la propria coerenza con l’impianto unitario dell’istituto, fondato su formazione civica, partecipazione e utilità sociale.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati relativi ai progetti promossi da Cia-Agricoltori Italiani e Inac-Cia nell’ambito del primo bando di Servizio Civile Agricolo: circa 300 candidature per 70 posti disponibili, con 50 giovani idonei avviati dal 19 gennaio nelle sedi territoriali dell’organizzazione. I numeri, riferiti al sistema Cia-Inac, segnano l’avvio operativo della misura e ne confermano la capacità di attrarre partecipazione.

Nel suo intervento, Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore strategico dell’agricoltura e la necessità di investire su percorsi formativi capaci di rafforzare competenze e consapevolezza. Il Servizio Civile Agricolo, ha precisato, non sostituisce Lavoro, ma rappresenta un’esperienza di orientamento e crescita, utile a consolidare il rapporto tra giovani e territorio.

Per Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia, e Alessandro Mastrocinque, presidente di Inac-Cia, la fase sperimentale deve ora tradursi in una scelta strutturale. Entrambi hanno chiesto continuità e programmazione pluriennale almeno fino al 2030, indicando nel Servizio Civile Agricolo uno strumento in grado di connettere nuove generazioni e sistema produttivo. “Non ruba braccia alla terra, restituisce menti al futuro”, hanno dichiarato.

Il Capo Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale Giuseppe Pierro ha inquadrato la misura nel percorso evolutivo del Servizio Civile Universale, evidenziando come i bandi tematici possano rafforzare la capacità del sistema di rispondere a priorità specifiche, mantenendo però un impianto unitario. Sulla stessa linea Laura Milani, presidente della Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, che ha richiamato l’esigenza di preservare la natura trasversale del Servizio Civile, evitando frammentazioni.

Il presidente della Consulta degli Enti di Servizio Civile Enrico Maria Borrelli, nel suo intervento ha ricondotto il dibattito al significato complessivo dell’istituto: “Il Servizio Civile Agricolo è molto più di un’opportunità tematica: è una scelta educativa e civica. Portare i giovani nei contesti agricoli significa parlare di cura del territorio, sostenibilità, comunità, lavoro dignitoso e futuro. Significa rendere concreta l’idea che il bene comune non è un concetto astratto, ma qualcosa che si coltiva ogni giorno. I bandi tematici rappresentano una grande opportunità per orientare l’impegno dei giovani sulle priorità del Paese – dall’ambiente all’agricoltura – ma richiedono attenzione: il rischio è frammentare il Servizio Civile in misure settoriali, perdendo la sua forza più grande, quella di essere un’esperienza unitaria di cittadinanza. La sfida è usare i temi come leve, non come etichette. Strumenti per rafforzare il sistema, non per indebolirne il senso. Se il Servizio Civile Agricolo saprà tenere insieme sostenibilità, formazione civica e partecipazione, potrà essere non solo una buona politica di settore, ma un vero investimento pubblico sul futuro del Paese” ha concluso il presidente della Consulta.