Servizio Civile, il Presidente della Consulta Nazionale: “È un investimento strategico sulla coesione, non un costo”

Un invito diretto alle istituzioni a rafforzare il Servizio Civile Universale arriva dal Presidente della Consulta Nazionale, Enrico Maria Borrelli, in occasione del Primo Maggio. Nel messaggio diffuso per la Festa dei Lavoratori, il richiamo è esplicito: il Servizio Civile «non è un costo da contenere, ma un investimento strategico sulla coesione della nostra Repubblica».
Al centro della comunicazione, la necessità di un cambio di prospettiva nelle politiche pubbliche. «Abbiamo imparato che le politiche che chiedono responsabilità senza offrire strumenti, o che scandiscono obiettivi senza investimenti adeguati, rischiano di logorare i presìdi sociali più preziosi», afferma il Presidente, inserendo il Servizio Civile in un quadro più ampio di sostenibilità dei sistemi pubblici. Da qui il monito: rafforzare questo ambito «significa dare stabilità a chi lo governa e futuro ai giovani che lo scelgono».
Nel testo viene ribadito il ruolo strutturale del Servizio Civile, riconosciuto come parte integrante del sistema di welfare e coesione sociale. «È giunto il momento di chiamare questo impegno con il suo nome: lavoro», sottolinea, facendo riferimento non solo agli operatori volontari ma all’intera rete organizzativa che ne garantisce il funzionamento: OLP, formatori, selettori e responsabili degli enti.
Un impegno che viene descritto in tutta la sua ampiezza: «è il lavoro di chi coordina, progetta e presidia i territori», evidenziando la dimensione quotidiana e concreta delle attività svolte. Un lavoro «generoso e competente» che «tiene insieme le nostre comunità, educa alla pace e alla cittadinanza e si prende cura della fragilità, dell’ambiente e del patrimonio culturale».
Nel messaggio emerge anche la funzione di presidio sociale svolta dal Servizio Civile, definito «il motore silenzioso che garantisce la qualità dei servizi laddove lo Stato fatica ad arrivare».
Infine, il Presidente Borrelli richiama il valore pubblico dell’impegno: «il lavoro svolto per l’interesse generale e per il bene comune merita un riconoscimento ancora più alto», perché «non risponde a un bisogno del singolo, ma alle necessità dell’intera collettività».
Il messaggio si conclude con un riconoscimento rivolto a tutti gli operatori del sistema: «Siete voi a trasformare la parola “cittadinanza” in una pratica quotidiana», collocando il Servizio Civile all’interno dei principi costituzionali che legano lavoro, partecipazione e coesione sociale.