Cura, pace e inclusione: domenica 27 settembre in Prato della Valle la Festa provinciale del volontariato

di Katia Tulipano
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Prato della Valle torna a essere un luogo d’incontro per il volontariato. Domenica 27 settembre dalle ore 10 ospiterà la 23ª Festa provinciale del volontariato e della solidarietà di Padova: una giornata a ingresso gratuito per conoscere le associazioni del territorio e le persone che ogni giorno si impegnano per la comunità. Sono previsti oltre 300 stand, insieme a laboratori, spettacoli, attività sportive e iniziative dedicate alla salute, all’ambiente e ai diritti. La Festa è organizzata dal Centro Servizi per il Volontariato di Padova e Rovigo nell’ambito di Solidaria, in stretta sinergia con il Comune di Padova.

Ad aprire la giornata, alle 10, sarà l’arrivo della Lampada della Pace di Assisi. Ad accoglierla ci saranno circa cento alunne e alunni della scuola primaria “Daniele Manin”, che presenteranno i lavori realizzati sul tema della pace. Un momento che affida anche ai più giovani il messaggio della Festa: la convivenza si costruisce attraverso relazioni, ascolto e partecipazione.

Durante la giornata i visitatori potranno incontrare le realtà associative e prendere parte alle attività proposte negli stand. Il programma comprende, tra le altre iniziative, laboratori per bambini e famiglie, prove sportive, musica e danza, percorsi di sensibilizzazione sulla disabilità e screening gratuiti per la prevenzione dei tumori testa-collo. Sono inoltre previste la presentazione di progetti sociali e una tavola rotonda dedicata all’integrazione.

La parola scelta per raccontare questa edizione è ‘cura' come ha spiegato la presidente del CSV di Padova e Rovigo, Marinella Mantovani in conferenza stampa: «Il volontariato è cura delle persone, dell’ambiente e delle comunità: è un lavoro paziente, spesso silenzioso ma indispensabile, che tiene insieme il nostro tessuto sociale. Una cura che non è pietismo, ma assunzione di responsabilità civica. In un tempo che spinge all’isolamento, all’egoismo, alla competizione, i volontari operano come artigiani dei legami: sono veri sarti di comunità. Tagliano via l’indifferenza, rammendano le solitudini delle persone, ricuciono il tessuto sociale quando si spezza e si prendono cura dell’ambiente e dei beni comuni. Costruire trame di comunità significa ricordare che non esiste vera comunità se non ci si fa carico del bene di tutti: nessuno si salva da solo». Mantovani non nasconde però le criticità: «Il volontariato non è un’isola felice: accusa fatiche, e in alcuni casi è in sofferenza. Non può diventare un comodo ammortizzatore di un tempo difficile, né può o deve fare tutto e arrivare dappertutto. La cura che mettiamo in campo ogni giorno vuole essere anche un pungolo: istituzioni, politica e società devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità». Stefano Tinazzo, vicepresidente CSV, torna sul tema della pace: «Pensiamo a quanto è importante credere alla pace fin da bambini: il volontariato ripudia il linguaggio di odio, a favore dell’educazione alle relazioni, alla diffusione del concetto di inclusione. Il volontariato è una trama invisibile che sostiene la coesione sociale».

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