Università a numero chiuso: polemiche e poche proposte
La Confederazione degli Studenti lancia una raccolta di firme per l’abolizione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina e chirurgia (di Francesco Enrico Gentile)
.

La prima, quest’anno, a inaugurare la serie di dichiarazioni e proclami contro il famigerato numero chiuso è addirittura il neo-ministro dell’Istruzione e dell’ Università Mariastella Gelmini. Il vulcanico responsabile del dicastero di Viale Trastevere spara a zero contro i test definendoli troppo nozionistici, inadatti a misurare le reali capacità degli studenti e rilancia quindi la volontà di rivedere il sistema di selezione. Una buona notizia per gli studenti “futuri” ma quasi una beffa per i circa 200mila ragazzi e ragazze che il 3 settembre scorso si sono cimentati, non senza difficoltà, con i quiz di accesso alle sei facoltà a numero chiuso nazionale contendendosi poco più di 57mila posti.
Nelle ultime ore il clima negli atenei italiani si fa sempre più caldo. Continuano i vari sit-in, le manifestazioni e si registrano anche le prime occupazioni. A Roma dalla Sapienza è partito un corteo di studenti diretto verso il ministero dell'Economia. Ma nonostante l’affluenza che si sta registrando, i ragazzi appaiono molto sfiduciati per il quadro attuale della situazione, hanno voglia di cambiare, rivendicano il diritto per uno studio a 360 gradi, che non è solo quello in aula, e la necessità di una Università più vivibile.
«Europeana è temporaneamente fuori servizio sino a metà di dicembre». Questo il messaggio che si legge sul sito della prima e più grande biblioteca virtuale europea, all’indirizzo www.europeana.eu. La colpa? Un lancio ben riuscito, troppo ben riuscito tanto da causare un collasso del sistema che il portavoce della Commissione Ue, madrina dell’iniziativa Bruxelles ha giustificato così: «Vuol dire che c’è un grande interesse per il sito.
L’ultima persona che dotò i licei italiani dell’attuale impianto organizzativo e didattico fu il Ministro e filosofo idealista Giovanni Gentile nel 1923. Della scuola classista, che divideva il popolo dal ceto colto e aristocratico grazie proprio all’accesso di quest’ultimo ai licei e poi all’università, oggi è rimasto ben poco, grazie anche alla riforma del 1969. Il 12 giugno scorso, il Consiglio dei Ministri, ha approvato in prima lettura la nuova riforma dei licei che a quanto dichiarato negli obiettivi del comunicato stampa del Ministero, vuole “fornire maggiore autonomia agli istituti, razionalizzare i piani di studio, caratterizzare ciascun percorso liceale e riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche”.
In Italia solo il 19% dei giovani tra i 25 e i 34 anni sono laureati (dati Eurostat), contro una media europea del 30%, eppure i promotori della più recente proposta di legge parlano di “laurifici”, soprattutto nel definire le Università del sud Italia, di lauree comprate e “lauree facili”. I casi limite esistono e vanno assolutamente condannati, e la situazione universitaria italiana è di sicuro disastrosa e va riformulata, ma, anche dopo il colossale fallimento del 3+2, i suoi problemi come verranno affrontati dal governo? Tra poco la questione della riforma dell’Università dovrebbe arrivare al Consiglio dei Ministri, e comprendere anche il commissariamento per gli atenei in rosso.
Napoli da sempre città delle contraddizioni conferma ancora una volta questo suo status culturale infatti da qualche giorno è nel bel mezzo di un paradosso. L’assessore alla Formazione, Corrado Gabriele, ha provveduto a costituire le cosiddette ronde cittadine. A far parte di queste ultime non sono però i licenziati delle fabbriche, tanto meno forze dell’ordine ormai in pensione, nè giovani studenti, ma ben 426 ex detenuti, usciti di galera grazie all’indulto, formati in circa 60 ore, per diventare appunto “operatori della sicurezza turistica urbana”. Per ora presenti presso la stazione marittima di Napoli, indossano tutti una casacca gialla, un cappellino e un tesserino di riconoscimento.
Siamo nell’era della globalizzazione. Eppure, per chi voglia andare a studiare all’estero, senza l’intermediazione dell’università del suo Paese di origine, le cose non sono poi così semplici. Mancano soprattutto le informazioni, anche quelle che sembrano più banali. Come fare? A chi chiedere? Come muoversi? E questo nonostante siano sempre di più i giovani che decidono di fare un’esperienza di questo tipo. Negli Stati Uniti, ad esempio, gli studenti internazionali sono da sempre visti come una risorsa e le università sono valutate anche sulla base della loro capacità di attrarre una popolazione studentesca proveniente da altre nazioni. Lo scenario, dunque, è questo: da una parte una moltitudine di studenti che hanno fatto o stanno facendo la loro esperienza all’estero, dall’altra un gran numero di future matricole che non sanno dove sbattere la testa per realizzare i loro sogni.
Circa 3 milioni i giovani che nel mondo decidono di andare a studiare lontano dai loro paesi di origine, ma quanti di loro sono attratti dal bel paese? Culla di antiche civiltà, meta principale del grand tour per tutti gli studiosi del XIX secolo, centro attivissimo di studi universitari, terra d’arte e musica, l’Italia oggi viene scelta solo dall’1,9% degli studenti stranieri. Questi i dati del rapporto “
Secondo un’indagine dell' Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) svolta in 38 paesi sulla formazione, l'educazione non obbligatoria si sta pressoché universalizzando. In un periodo dove è difficile trovare lavoro e dove c'è più domanda che offerta, investire in un'educazione più approfondita può essere un buon affare: si acquisiscono migliori competenze per affrontare al meglio il mercato del lavoro non appena l'economia si riprenderà. Una strategia che però vale solo per i più fortunati economicamente, visto il costo elevato che i privati devono sostenere per i più alti livelli di educazione.
Chi sa se Carlo Collodi ha mai pensato alla sua opera come ad un potenziale strumento per le “punizioni”. Pinocchio non finì nei guai per aver marinato il primo giorno di scuola? In effetti il celebre scrittore-giornalista doveva avere un’alta opinione dell’istruzione, anche se forse non avrebbe mai immaginato di vedere impiegato il burattino nato dalla sua fantasia per fini correttivi in aula. Succede a Piacenza, dove, Giuseppe Castrillo, preside della scuola media Anna Frank, ha annunciato l’intenzione di ricorrere ad una singolare punizione per gli studenti sorpresi a compiere atti di bullismo: lettura obbligata di brani di Pinocchio (o in alternativa del libro Cuore) ad alta voce per un'ora nell'ufficio del dirigente scolastico.
Nata da un'iniziativa di Ausilio per la cultura e con il sostegno di Coop Adriatica, letture Ad alta voce è un ulteriore modo per promuovere e sensibilizzare le persone alla lettura. Dal 2001 vengono coinvolte in questo evento le città di Bologna, Cesena e Venezia. L
Il mondo in cui viviamo è ricco di paradossi. Ci sono sempre stati - obietterà qualcuno - ma la dimensione globale in cui tutti noi viviamo li amplifica enormemente. In pochi, forse, se ne accorgono, ancora meno probabilmente sono coloro che ne hanno una reale consapevolezza. Chi, però, si occupa di informazione o ne è appassionato non può fare a meno di rilevare quelli più evidenti che affliggono (o forse stimolano in modo positivo) questo settore.
Ad ottobre la Sicilia per i giovani diventa patria dell’arte e della letteratura. Prende, infatti, il via la seconda edizione del “MondelloGiovani”, il Festival della letteratura di Palermo, dedicato ai giovani lettori e agli autori emergenti. Il 23 e 24 ottobre la kermesse sarà palcoscenico di grandi ospiti, non solo nel campo dell’editoria e letteratura, ma anche musica e spettacolo.
“C’era una volta l’Intercettazione: La giustizia e le bufale della politica - Lo strumento d'indagine, la sua applicazione per reati di mafia e i tentativi d'affossamento” è il libro di Antonio Ingroia, Procuratore antimafia di Palermo, che è stato presentato martedì 11 novembre presso l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Napoli. L’incontro, organizzato dall’associazione Libera, è stato l’occasione per riflettere sul tema della “verità” e sull’incidenza che le modifiche alla legge sulle intercettazioni, in via di approvazione, avrà sul lavoro dei magistrati.
Dal 5 all’8 dicembre presso il Palazzo dei Congressi di Roma si è svolta l’ottava edizione di Più Libri Più Liberi,
"Aiutateci a tutelare la nostra arte", questo il nome della campagna raccolta firme presentata lo scorso 11 dicembre a Lecce per il riconoscimento della Basilica di Santa Caterina d’Alessandria in Galatina (Lecce), patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco. L’interessante iniziativa culturale, coordinata dal Professor Luigi Mangia, è sostenuta dal Comune e dalle Associazioni Boy’s Sport Arte e Cultura, Università popolare Aldo Vallone, Circolo Culturale Athena e Libreria
Babilonia Teatri è sicuramente una delle giovani realtà più interessanti del panorama teatrale italiano. Osannato dai più noti critici contemporanei, il gruppo veronese ha conquistato di diritto la vetta fra le compagnie emergenti per le straordinarie capacità di raccontare, tra satira, ironia e battute sarcastiche, vizi e virtù del nostro tempo. Fare teatro, oggi, rappresenta un campo minato, ricco di difficoltà e rinunce.
Lampadine, orologi, carta, caramelle: con questi oggetti di uso comune , che il visitatore può mettersi in tasca, si mette in mostra il cambiamento e si sfidano le convenzioni. State visitando un museo di arte contemporanea e vi trovate di fronte ad una montagna di caramelle, pile di fogli di carta o lampadine fulminate? Prendeteli, sono lì per voi. Perchè è soltanto grazie al vostro intervento che quelle installazioni, prenderanno vita e si completeranno.