Reportage: Una gita per sentirsi cittadini del mondo
Una semplice passeggiata condivisa con giovani di diverse nazionalità diventa una gita intorno al mondo (di Andrea Sottero)
Svegliarsi presto in una uggiosa domenica mattina piemontese, guidare verso le montagne olimpiche, passare il Frejus e dirigersi in una soleggiata Grenoble è già di per sé una bella soddisfazione. Se poi si fa il viaggio con due sud coreani, una francese e si sta andando a vedere la mostra fotografica di un amico lettone conosciuto a Berlino, il viaggio non ha prezzo! Innanzitutto ci si sente davvero cittadini del mondo.
Si chiama Down Tv il progetto di un nuovo portale dedicato a temi sociali, alla medicina, educazione e sport, ideato da Invest For Children, una fondazione spagnola senza scopo di lucro che si dedica all’aiuto di persone con disabilità intellettive. Il portale rappresenta soprattutto un’importante occasione per parlare e confrontarsi su tutte le delicate problematiche legate alle persone con sindrome di Down, partendo da temi quali il lavoro, il matrimonio, la sessualità e soprattutto la vita indipendente.
Neanche nei film di fantascienza degli anni 50 si poteva assistere agli spettacoli che offre Soccavo, quartiere della periferia occidentale di Napoli. Ratti grandi come robusti felini e blatte superiori, come numero e dimensioni, a qualsiasi altra specie conosciuta. Nelle velleitarie giustificazioni delle autorità, come sempre, si parla delle difficoltà di smaltimento dei cumoli di rifiuti dislocati nelle strade, anche le più nobili, della piccola colonia.
Unire l'utile al dilettevole. Questo l'obiettivo di due assessori di Caiazzo, comune del casertano di quasi 6.000 anime, portavoce di un'ottima iniziativa presentata il 26 Aprile a Roma nella sede dell'Anci. Utili, colorati, maneggevoli e biodegradabili? Non sempre. Infatti, non tutti i sacchetti spacciati sul mercato come biodegradabili riescono ad essere decomposti in natura, e questo spiegherebbe oltre al fattore inquinamento anche i costi più bassi e competitivamente irraggiungibili della finta bioplastica. E così il cane si morde la coda: costi minori, consumo maggiore.
Il concetto di “Qualità e non Quantità” è perfettamente applicabile anche al sesso. Se ne parla tanto, ma se ne parla male. E così, tra scandali, pedofilia ed escort, spunta fuori anche una ricerca del San Raffaele di Milano sulla prevenzione e contraccezione, durante l’ultimo convegno della Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), tenutosi a Roma il 27 aprile: l’educazione sessuale avviene tramite la televisione per un adolescente su dieci. “In mancanza di punti di riferimento, gli adolescenti si rivolgono a internet, radio e piccolo schermo”, sono le parole di Giorgio Vittorini, presidente SIGO.
Giovedì 22 aprile a Lecce, incontro per lavoro, Lidia Ravera la celebre scrittrice torinese divenuta famosa negli anni ‘70 per il romanzo Porci con le Ali vero e proprio caso letterario, apprezzato in modo quasi plebiscitario dai critici e dai giovani dell'epoca. Intellettuale attenta alle trasformazioni della società e particolarmente sensibile alle problematiche dell'universo femminile, fin dagli anni Settanta
Un piccolo acronimo, C.A.T. (club degli alcolisti in trattamento), una grande comunità multifamiliare che si basa sull’aiuto e sulla solidarietà tra famiglie con problemi alcool-correlati. Lo scorso martedì 27 ne è stato inaugurato uno anche a Massafra, grazie all’associazione onlus “
Sergio Ramelli era un giovane come tanti, milanese, diciottenne, studente di chimica industriale ma Ramelli era anche militante del Fronte della Gioventù, un'organizzazione che riunì negli anni settanta i giovani della destra politica del nostro paese, e per questo la pagò cara. Un giorno di marzo, poco dopo aver parcheggiato il motorino davanti casa, un gruppo di persone lo assalì a colpi di chiave inglese ferendolo al capo. Correva l'anno 1975.
"¿Quién se prende a la gran rateada mendocina?" si intitola la pagina dell’evento su Facebook dedicata ad una delle più grandi assenze collettive a fini goliardici mai organizzare nella storia. Almeno 2.500, scrivono le agenzie di stampa, si sono radunati nella centralissima Plaza Independencia di Mendoza, ma ad aderire sarebbero stati oltre 11.500 studenti. Eccezionale il dispiegamento delle forze di polizia che, nonostante l’allerta, non si aspettavano una presenza tanto massiccia di persone. Fortunatamente non è accaduto niente di grave. I ragazzi hanno giocato a calcio o a carte mangiando tortitas ed ingurgitato litri di mate, il tradizionale infuso argentino.
Come si fa a capire e, molto spesso, perfino giustificare massacri e a provare la più infamante e lorda di sangue intolleranza per le semplici idee? La storia è piena di lapidi di ragazzi erette solamente in nome dei diavoli che non hanno esitato e rispondere alle semplici manifestazioni di protesta a colpi di fucile. Ma vale la pena uccidere, e peggio ancora morire per un ideale? Ovviamente la prima risposta che giunge spontanea è NO per la prima ipotesi e SI per la seconda. Inutile illudersi, chi combatte per i propri sogni, quando si tratta di legalità, giustizia e rispetto, lo fa sempre contrapponendo mani nude ad affilate e laceranti spade. Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Taraneh Moussavi…
Manca poco alla Festa della mamma, sarà per questo che l’undicesimo “Rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo” e quello sulle “Condizioni di povertà tra le madri in Italia”, divulgati alla vigilia della prima domenica di maggio da Save the Children, assumono un valore simbolico così forte. Cinquanta milioni di donne nel mondo, infatti, partoriscono senza assistenza medica; quasi 350 mila muoiono durante la gravidanza o il parto. Sono dati che alla comunità mondiale, che ritiene d’aver fatto passi da gigante per quanto riguarda il progresso civile e tecnologico, lasciano l’amaro in bocca.
Di sanpietrini e vicoli costantemente ritratti, di piante rampicanti come cornici a finestre come occhi su scorci da pellicola; un senso di intimità propagato dai panni stesi a colorare facciate di modeste apparenze che circondano antichi e nobili stemmi che raccontano di sfide e saghe familiari. Una giornata di ricordi mai memorizzati, di vicoli inesplorati, di paesi di cui l'esistenza è sconosciuta. Capita, trovandosi in posti diversi dalle nostre caotiche città, di riflettere su quanto naturale sia pensare a luoghi che conosciamo ed alla gente che li abita; ma tutti quei posti che non ricorrono tra le nostre cartoline, che fine fanno? Nessuna, non ci sono, e non c'è neanche la loro gente.
Con la fine dell’anno scolastico e l’estate ormai alle porte il Comune di Rimini, in collaborazione con le società e le associazioni sportive della città, organizza per la quarta volta la manifestazione “Lo sport non va in vacanza”, un progetto di diffusione della cultura sportiva dedicato ai giovanissimi che si terrà dal 14 giugno al 31 luglio. L’iniziativa, dedicata ai ragazzi dai 12 ai 15 anni, prevede quest’anno un programma tutto nuovo, saranno infatti a disposizione dei partecipanti ben 18 discipline per confrontarsi, socializzare e divertirsi ma soprattutto per imparare i valori dello sport, dell’amicizia e del gioco di squadra.
L’associazione Handiamo!, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, da anni impegnata in eventi cross mediali volti a diffondere una cultura dell’inclusione sociale e delle pari opportunità tra le persone normodotate e le persone disabili, dà vita al progetto “Noi... Handiamo! Oltre”. Un nuovo emozionante progetto, che si svolgerà in Lombardia nella cittadina di Arsago Seprio, in provincia di Varese, dal 5 giugno al 6 giugno 2010. Esso nasce con l’obiettivo di legare maggiormente il messaggio dell’associazione al territorio ed ai suoi attori principali: in primis agli operatori del no profit, ovvero le associazioni ed i gruppi informali che vivono e lavorano sul territorio.
Un momento indimenticabile, storico quello che ha visto partecipi il sindaco di Cinisi Salvatore Palazzolo e Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che dopo molti anni è rientrato nella casa del boss Badalamenti che da oggi diverrà sede di un’associazione che porta il nome del fratello. Un fratello di molti, amante della libertà, dell’informazione al servizio delle persone e della verità e che per divulgare questa informazione ha perso la sua vita su mandato di Badalamenti.
Ancora una volta Emilio Fede non si smentisce. Queste le parole del direttore del TG4 che hanno alimentato le immediate polemiche: «Non se ne può più di sentir dire che è un eroe, non è il solo ad aver denunciato la camorra: ci sono dei magistrati che sono morti. Ha scritto dei libri contro la malavita, l’ha fatto tanta altra gente, senza fare clamore, finire sulle prime pagine o disturbare gli altri. Nessuno discute che sia giusto che Saviano abbia la scorta. È ovvio che debba continuare ad essere protetto. Ma ci sono magistrati che hanno combattuto la camorra, e giornalisti minacciati ogni giorno di cui nessuno parla.
Parlare di sicurezza stradale non è mai abbastanza, è quanto emerge dallo studio accurato che hanno condotto i Leo Club di tutta Italia, tanto da puntare l’attenzione con il proprio tema di studio nazionale su questo argomento. Ma si sa che chi lavora bene, prima o poi viene premiato. E’ il caso del distretto 108 Ab, relativo alla regione Puglia, che si è distinto in particolare per la quantità e qualità delle attività promosse. Gli scorsi 29-30 Aprile e 1 e 2 Maggio, infatti, durante l’incontro nazionale dei Leo Club tenutosi a Torino, in cui si sono decise le direttive per l’anno 2010-2011, i delegati nazionali hanno premiato il delegato pugliese alla sicurezza stradale, nella persona di Giuditta Giovinazzi.
Dopo la cisterna per il recupero delle acque, la saletta medica in collaborazione con
Va in scena alla Casa del Cinema di Roma dal 4 al 6 giugno
Le istituzioni appaiono spesso ai giovani distanti ed incapaci di risolvere i problemi, tutto questo porta ad una triste e drammatica decisione: il distaccamento dalla vita politica e sociale quotidiana. La politica giovanile è poi praticamente inesistente, i giovani che hanno degli ideali politici sono pochi al giorno d’oggi e non vengono spronati affatto, la vivono come un qualcosa di lontano, inarrivabile e che non gli appartiene, d’altro canto i politici non fanno nulla per incentivare la loro partecipazione, pochi sono i leader di partito che ascoltano proposte. Una scelta che non tutti i giovani condividono, come quelli che fanno parte della Consulta della Gioventù, insediatasi negli scorsi giorni nel comune di Massafra, un’iniziativa fortemente voluta dall’assessore alla Gioventù Raffaele Gentile.