8 marzo: "Viva le donne"
8 marzo 1908: sono passati ormai più di 100 anni da questa data. Quel giorno, nell'industria tessile “Cotton” di Chicago venne appiccato un incendio e le 129 operaie prigioniere all'interno, morirono arse dalle fiamme. Impossibile dimenticare e non commemorare quel tragico evento con un fiore-simbolo che è quello della mimosa. In Italia questa “festa” cominciò ad essere celebrata solo dopo la prima guerra mondiale per poi essere interrotta con l’avvento del fascismo. Dal 1946, attraverso i vari riconoscimenti economici, politici e sociali, e soprattutto a partire dai ferventi anni ’70 , l’8 marzo è ritornato ad essere rievocato.
I dati sembrano fornire una fotografia impietosa: ben 34.311 studenti delle scuole superiori italiane hanno ricevuto le pagelle del primo quadrimestre con un bel
Il “gender pay gap” ovvero il differenziale retributivo di genere è il divario percentuale che mediamente le donne percepiscono nei confronti degli colleghi di sesso opposto. Poiché colpisce tutte le donne, spesso indipendentemente da altre variabili, esso costituisce una discriminazione di genere. La campagna di sensibilizzazione presentata martedì 3 marzo è stata presieduta dal Commissario europeo all'Occupazione, agli Affari Sociali e alle Pari Opportunità Vladimír Špidla.
E’ da tempo che alcuni archeologi italiani trovano ad attenderli, nella loro casella di posta, una e-mail dal contenuto insolito: foto di giovani modelle in pose decisamente sexy immortalate sullo sfondo di marmi, colonne, fregi e capitelli. Il mittente? Altri archeologi. Il messaggio? Indignarsi, chiedere spiegazioni e contribuire al passaparola. La cosa potrebbe apparire strana, ma per rendersi conto del perché di un simile atteggiamento basta osservare con più attenzione le “foto della discordia”: le modelle, infatti, non si trovano su un set fotografico qualsiasi, quelle su cui si sdraiano o a cui si appoggiano sono rovine autentiche, le rovine di Pompei (colonne del foro e un thermopolium subito riconosciuto dagli esperti).
Sempre in prima fila nella lotta alla criminalità organizzata, Salvatore Borsellino gira per le scuole di tutta Italia cercando di trasferire la sua rabbia ai giovani affinché non si dimentichi ciò che è successo, affinché quella di oggi possa essere la generazione del cambiamento. Partiamo da quando Paolo Borsellino incominciò la sua esperienza nel pool antimafia a Palermo con Falcone. Cosa ricorda di quel periodo? Cosa le raccontava suo fratello? Paolo iniziò l'esperienza nel pool nell'anno 1980. Fino a quell'anno si era occupato soprattutto di cause civili, attività nella quale, come lui stesso disse, dedicava il meglio di se stesso.
Ecco qual è la più bella ricchezza del diversamente abile… riuscire ad ingegnarsi qualcosa di alternativo per attuare una forma di comunicazione diversa, altra, ma non per questo meno efficace. Delle volte una capacità può diventare una competenza grazie all'impegno, alla costanza e alla tenacia. E Simona Atzori ne sa qualcosa. Lei è la danzatrice con le braccia rimaste in cielo (è nata senza di esse).
Freestyle è il nuovo progetto di sviluppo alberghiero nato da una ricerca degli studenti del Master in Management del Turismo dello Iulm di Milano e dalla collaborazione tra
«Le ferite al volto fanno molto meno male di quelle che ho dentro». Ha commentato così la sua aggressione Marco Beyenne, lo studente italo-etiope di 22 anni aggredito la settimana scorsa a Napoli da due balordi che gli hanno rivolto insulti razzisti e lo hanno picchiato in viso con una cintura. Un episodio di violenza che ha sollevato interrogativi e polemiche in una città come Napoli spesso teatro di agguati di camorra, una città piena di contraddizioni, sporcata suo malgrado dal sangue ma che non sa e non vuole riconoscersi nella voce di sbandati che urlano "negro di m...".
Il titolo è eloquente “Contro i giovani- Come l’Italia tradisce le nuove generazioni”, il contenuto altrettanto duro e spietato. Il libro edito da Mondadori e scritto da due dei maggiori esponenti della nuova leva di economisti italiani, Tito Boeri e Vincenzo Galasso, espone una tesi culturalmente dirompente per un Paese “familista” come l’Italia. La tesi sostenuta dagli autori, con una forma da romanzo prima ancora che da saggio economico, è: paradossalmente tanto più gli italiani tengono al futuro dei loro figli, tanto più ne minano le possibilità di riscossa e di miglioramento delle condizioni di vita.
Com'e' promuovere la musica e la cultura in una città come Napoli? Napoli è una città che da sempre crocevia del mediterraneo è fucina di grandi artisti e talenti. Anche nel campo musicale abbiamo una storia antica e recente di grandi personalità che, a fatica, si sono affermate a livello nazionale e internazionale. Da Carosone a Raiz, tanto per citarne due. Ma il vero problema è appunto quello di affermarsi fuori dai confini territoriali.
L’iniziativa ideata da NapoliGayPress sotto la direzione artistica di Luca Mercogliano e patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Napoli, attraverso l’utilizzo di linguaggi differenti quali cinema, musica, letteratura e teatro, cercherà di approfondire il discorso riguardo la comprensione dell'identità sessuale gay; proponendo per la prima volta a Napoli spettacoli innovativi.
La Chiesa
Il teatro non ha categoria ma si occupa della vita. È il solo punto di partenza, l’unico veramente fondamentale. Il teatro è la vita” (Peter Brook) Che bella definizione dell’arte teatrale e mai nessuna fu, soprattutto, così appropriata se si pensa al teatro in una dimensione che non esula, ovviamente, dall’evento spettacolare ma che in più ha una componente “terapeutica”.
La prima cosa che può attrarre l’attenzione nello scegliere un film da vedere è proprio il titolo che in questo caso è evocativo, misterioso, curioso. Appena inizia ci si domanda: perché Giulia non esce la sera? La domanda è banale, la risposta viene a metà film.
La Germania
In Francia sta per essere approvato un disegno di legge che vieta la vendita di alcolici ai minori di 18 anni. In Italia, da più parti, si richiede lo studio di una normativa simile. Due dei principali produttori di vino al mondo, dove da sempre la cultura del bere “sano” e con moderazione era diffusa anche tra i giovani, hanno visto crescere in modo esponenziale i casi di abuso di alcool da parte di teenager e ventenni.
«Mio fratello urlava tantissimo, urlava mamma, papà, Erika. Ho visto che gliel’ha data così (la coltellata –ndr)... quello (uno dei due presunti aggressori -ndr) è andato nel bagno e ha socchiuso la porta. Aveva dei guanti gialli. Mio fratello era sempre seduto lì per terra che sanguinava. E l’acqua c’era nella vasca da bagno ... l’acqua ... Poi lei (la mamma - ndr) mi ha preso, mi ha sporcato le mani. Cioè mi ha preso con la mano sporca di sangue e mi ha detto “Scappa”. E io sono corsa giù».
“Si, la camorra siamo anche noi”: questo emerge in maniera prepotente dai pensieri degli oltre cento intervistati. Persone comuni, vittime delle mafie, magistrati, politici e studenti accomunati da una stessa forte presa di coscienza: con i nostri silenzi e le nostre illegalità e intolleranze quotidiane alimentiamo una mentalità contribuendo a degradare il nostro territorio.